BADANTI: servono formazione professionale ed istituzione di un albo

Dichiarazione della consigliera comunale Donella Mattesini

Il termine “badanti” non esprime la fatica, la complessità relazionale e professionale di chi “si prende cura”, dei nostri familiari non autosufficienti, talvolta con pluripatologie, talvolta nella fase terminale della vita e comunque persone bisognose di assistenza. Non devono badare, ma devono prendersi cura. Per poter prendersi cura in modo adeguato non basta il buon cuore o la somma di esperienze, serve una adeguata formazione. Non è infatti certo la stessa cosa assistere un anziano od un giovane disabile, una persona affetta da Alzheimer od una persona nella fase terminale della propria vita. Perché ciò che serve è una “appropriata ed adeguata assistenza”. Quasi sempre chi necessita di un/a badante non sa a chi rivolgersi e deve cercare da parenti, amici, conoscenti le necessarie informazioni e referenze. Assumere una/un badante è una scelta difficile perché si tratta di “consegnare” per intere giornate, talvolta in modo continuativo per settimane, mesi, anni, un proprio familiare nelle mani di una persona sconosciuta. Le famiglie vanno aiutate e soprattutto vanno rassicurate le persone che necessitano di assistenza. E chi deve occuparsene, se non il Comune che ha la specifica competenza delle politiche sociali e dell’assistenza delle persone fragili ? Per questo chiediamo all’Amministrazione Comunale di lavorare sulla necessità di una specifica formazione per le/i badanti, formazione da strutturare in collaborazione con la ASL anche al fine di dare vita ad un Albo comunale delle/dei badanti, Albo da cui le persone possono attingere nel caso di bisogno per l’assistenza dei propri cari.