Facebook YouTube Google Maps E-mail RSS
 
 
Home » Comunicati Stampa » Caneschi: “Il Comune approvi il Regolamento sul gioco lecito”
formats

Caneschi: “Il Comune approvi il Regolamento sul gioco lecito”

Pubblicato il 10 aprile 2017 da

Le ludopatie sono ormai un’emergenza sociale – commenta Alessandro Caneschi, Consigliere comunale e Segretario comunale Pd – lo scorso anno sono stati spesi quasi 96 miliardi di euro e si calcola che i cittadini abbiano perduto 19 miliardi. Il Comune di Arezzo deve fare qualcosa di concreto e immediato, approvare cioè il Regolamento sul gioco lecito. Non iniziamo da zero: la Giunta Fanfani aveva già emanato un’ordinanza, la n.1 dell’8 Gennaio 2014 con la quale aveva vietato, oltre a quanto disposto dalla legge regionale, anche l’apertura di nuove sale gioco e di spazi per il gioco nella città murata. Adesso abbiamo a disposizione anche la bozza di Regolamento comunale sul gioco lecito nei Comuni della Toscana, messo a punto dal tavolo Ludopatie di Anci Toscana coordinato da Simona Neri, Sindaca di Pergine Valdarno“.

Sono in aumento le cifre spese ma, parallelamente, anche quelle degli utenti dipendenti da gioco presso le strutture dei Sert territoriali e dei soggetti, soprattutto quelli più vulnerabili, che possano sviluppare una vera e propria dipendenza comportamentale. Questo determina gravi disagi per la persona e compromissioni dell’equilibrio familiare, lavorativo e finanziario, fino all’indebitamento o all’assoggettamento a tassi usurai presso la criminalità organizzata, come sottolineato anche dalla Direzione Nazionale Antimafia.

ANCI Toscana, con l’istituzione del Progetto Ludopatie, si è posta l’obiettivo di coordinare le iniziative di contrasto, da parte degli enti locali, al gioco d’azzardo patologico.

Il testo della bozza prevede di consentire agli enti locali di inserire ulteriori luoghi sensibili all’interno dei propri territori dai quali mantenere la distanza di 500 metri per l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro, oltre ai locali di proprietà comunale, oratori, biblioteche, musei, giardini pubblici, ospedali, ambulatori medici, centri di primo soccorso, centri di recupero psichico e motorio, case di cura, strutture ricettive per categorie protette, fermate del pubblico trasporto, sportelli bancari o bancomat, agenzie di prestiti e pegni, “compro-oro”.

Inoltre viene ribadito il divieto, in qualunque forma e qualsiasi modalità, della pubblicità di prodotti di gioco pubblico nell’ambito del territorio comunale e la possibilità di escludere i soggetti destinatare del regolamento dagli eventuali benefici (patrocini, agevolazioni, contributi) concessi dai Comuni con propri regolamenti specifici in materia. In caso di richiesta di sovvenzioni economiche – per se stesso o per la propria famiglia – rivolta al Comune da un cittadino residente e le cui finanze siano state gravemente dissestate dal gioco patologico, l’Amministrazione si riserva di concedere i contributi o gli sgravi subordinatamente all’accettazione da parte del soggetto richiedente di un percorso terapeutico di sostegno e cura.

Altri obiettivi posti dal tavolo Ludopatie di Anci sono l’istituzione della formazione obbligatoria per gli esercenti e altre misure che rafforzino la potestà degli enti in materia di regolamentazione; la definizione di un progetto di formazione per le polizie municipali e gli operatori del SUAP sull’aspetto amministrativo e gestionale della parte burocratica della materia, ma anche di controllo del territorio; la predisposizione di una “bozza di ordinanza tipo” per la restrizione degli orari di apertura delle sale da gioco.

Il regolamento, in sintesi, disciplina i procedimenti amministrativi per l’apertura, il trasferimento di sede, le variazioni e la cessazione delle attività imprenditoriali connesse all’intrattenimento mediante tutte le tipologie di gioco lecito che prevedono vincite in denaro; l’installazione e la gestione, in particolare, degli apparecchi limitatamente ai fruitori di età inferiori ai 16 anni; infine i requisiti strutturali e igienico-sanitari dei locali, la dotazione di parcheggi, l’identificazione di ulteriori luoghi sensibili oltre quelli già individuati dalla Regione, i divieti e le prescrizioni per l’esercizio delle attività di gioco, la scelta di un logo comunale che individui gli esercizi che non ospitano apparecchi per il gioco, la vigilanza e le sanzioni.

Arezzo, 10 Aprile 2017

 
© Partito Democratico di Arezzo