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Alcol, Coke e centrodestra: “Come prima, più di prima…”

Pubblicato il 28 agosto 2017 da

C’è una duplice tentazione nell’Amministrazione di centrodestra: il pugno di ferro e il proibizionismo. L’idea è che questi mezzi possano essere utili a contenere, tra gli altri problemi, il disagio giovanile. Non lo sono. Illudersi del contrario è pericoloso, tanto più se si fanno desolate e desolanti ammissioni del tipo che “da qualche parte bisogna pur cominciare” e se si aggiungono consigli sbagliati come quelli di dedicarsi alla Coca Cola il cui contenuto non è certo indicato in un corretto regime alimentare.

L’ordinanza comunale non affronta il grave problema dell’uso di alcolici da parte di giovani e giovanissimi: punta soltanto a non farli consumare per strada in determinate fasce orarie. Qualcuno si illude davvero che sia sufficiente un’ordinanza di questo tipo per affrontare un grave disagio sociale che trova nell’alcool solo una delle possibili manifestazioni? Il proibizionismo non porterà a una diminuzione dell’uso degli alcolici tra i giovani: provocherà semplici varianti nei modi e nei tempi di approvvigionamento.

Non intendiamo fare una battaglia di tipo ideologico tra libertà e proibizionismo anche se sarebbe interessante. Ma in un contesto amministrativo, le scelte devono essere frutto di una strategia razionale e non di atti dettati dall’emotività del momento o, peggio, dalla ricerca del consenso.

Le condizioni dei giovani e dei giovanissimi non sono facili. E spesso sono inaccettabili. Dall’abbandono scolastico all’inoccupazione, dalla tossicodipendenza all’alcolismo. Il Gruppo consiliare e il Pd aretino hanno avviato, con il convegno della primavera scorsa all’hotel Minerva, una riflessione su questo problema che coinvolge giovani, famiglie, istituzioni, Usl, volontariato. L’Amministrazione comunale ha fatto la scelta del silenzio fino a quanto, sulla scia di problemi di ordine pubblico, ha emanato l’ordinanza sul consumo di alcool. Da punto di vista di una strategia sul disagio giovanile, questa scelta è peggiore del silenzio registrato fino a oggi. Il messaggio che manda è illusorio e pericoloso perché tenta di far passare la percezione che la soluzione sia il divieto di vendita. Rimane, quindi, l’assoluta certezza sull’inadeguatezza dell’Amministrazione Ghinelli. E qui lo spot Coca Cola può essere davvero citato: “Come prima, più di prima…”

Donato Caporali, Consigliere comunale Pd

Arezzo, 26 Agosto 2017

 
© Partito Democratico di Arezzo