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Arezzo, caos scuole: dopo il pasticcio sulle mense ecco i danni per Quarata, e per le famiglie

Pubblicato il 3 Maggio 2019 da
La giunta Ghinelli ha deciso di fare il funerale alla terza sezione della scuola di Quarata prima dell’esito delle iscrizioni. Ennesimo pasticcio nelle politiche scolastiche dopo il caos delle mense pubbliche. Anche stavolta l’assessore Tanti e la giunta di centro destra hanno combinato un altro bel guaio ai danni delle famiglie aretine.
 
Dopo aver tolto i servizi, i punti di ascolto, gli interventi per opere pubbliche, ecco che a pagare sono anche le scuole dell’infanzia. Costituzione e Agenda 2030, mettono la scuola al primo posto. I decreti attuativi della legge 107 sottolineano l’importanza dell’istruzione nei primi 6 anni di vita. Nonostante ciò ad Arezzo i dirigenti scolastici delle scuole dell’infanzia sono costretti a dire no ai genitori che decidono di iscrivere i propri figli nelle materne di periferia e delle frazioni.
 
“A seguito dell’interpretazione di una legge del 1975 da parte dell’assessore Tanti – dichiarano i consiglieri Pd Alessandro Caneschi, Donato Caporali e Barbara Bennati – alcune scuole hanno avuto una riduzione dei posti e si sono rese necessarie delle graduatorie: alcuni bimbi non hanno potuto usufruire del servizio perché i posti, nella Scuola scelta, erano insufficienti e hanno dovuto cercare una collocazione diversa con ricadute, a volte pesanti, nei tempi di vita della famiglia. Il caso della scuole dell’infanzia di Quarata – proseguono Caneschi,  Caporali e Bennati – ne è un esempio: solo pochi giorni fa, ad iscrizioni ormai chiuse, alcuni genitori dei bambini esclusi, hanno saputo che era possibile adeguare alcuni spazi della scuola primaria per allargare gli spazi per l’infanzia. Perché allora l’amministrazione comunale ha proposto alla conferenza zonale, nel piano di dimensionamento, di ridurre da 3 a 2 classi nella scuola di Quarata, ben prima di sapere l’esito delle iscrizioni?”.
 
Anziché presentare la proposta di piano di dimensionamento, sarebbe stato possibile adeguare gli spazi della scuola per l’infanzia in modo da lasciare le tre sezioni esistenti
“Si poteva e si doveva confermare una sezione in più nel plesso di Quarata e far partire i lavori di ristrutturazione nell’estate 2019 in modo da non perdere un’eccellenza del territorio e  da non creare disagi alle famiglie che avevano iscritto i propri figli in quella scuola”, spiegano Caneschi, Caporali e Bennati.
 
Chiediamo che siano realizzati interventi sulla scuola di Quarata in modo tale da poter ripristinare dal prossimo anno la terza sezione e chiediamo garanzie anche per altre le scuole di Antria e di Tregozzano, per le quali è stato ventilato il ridimensionamento: “Siamo contrari alla riduzione di ulteriori posti e in caso di necessità chiediamo fin d’ora che il Comune si faccia carico degli ampliamenti necessari al fine di rispettare le esigenze scolastiche dei territori periferici della città”.
 
Resta il giudizio su questa giunta che ha fallito completamente nelle politiche scolastiche: dalla chiusura, poi rientrata, di Matrignano, alla parziale statalizzazione dell’Acropoli, centralizzazione, rimandata, delle mense scolastiche, riduzione di posti a Quarata e forse ad Antria e Tregozzano, il tutto, nascondendosi dietro alle poche nascite, a scapito dei servizi nelle frazioni. “Non sarà che la nuova scuola materna in zona Tortaia sia spicciola demagogia di  campagna elettorale? Ma poi sarà con la mensa interna oppure no?” chiedono i consiglieri comunali PD.
 
Alessandro Caneschi, Donato Caporali, Barbara Bennati – Consiglieri comunali Pd Arezzo
Arezzo, 03 Maggio 2019
 
© Partito Democratico di Arezzo