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Pd e Arezzo in Comune: “Un piano strutturale che nasce coi capelli bianchi”.

Pubblicato il 27 Giugno 2019 da
Il Piano strutturale è vecchio di 30 anni, senza partecipazione e senza una visione per lo sviluppo del territorio, un mix di pressappochismo che farà solo danni.
 
Dopo aver cambiato due assessori e quattro dirigenti, il Comune di Arezzo ha adottato un piano strutturale che non guarda alle sfide che attendono la città e il suo territorio, è un’altra prova delle improvvisate politiche urbanistiche di Ghinelli e soci.
“Il prodotto finale proposto in Consiglio è anche frutto di grande indecisione e continui ripensamenti – dichiara il Segretario Pd Alessandro Caneschi – Sono stati persi 4 anni: prima l’annunciata Variante anticipatoria mai portata avanti e per la quale l’amministrazione comunale ha chiesto contributi ai cittadini (contributi che non sono stati presi in considerazione) e poi solo un anno fa l’avvio del procedimento del nuovo piano. Perché si è perso tempo? Perché non si è partiti ad inizio consiliatura con il nuovo piano?”
Il Consiglio Comunale ha visto l’adozione della Variante del Piano Strutturale e il Piano Operativo con un percorso nel quale è mancata l’illustrazione dei contenuti, la partecipazione dei cittadini, delle categorie economiche, degli ordini professionali: nella sostanza è mancata la partecipazione della città.
 
“Un piano vago, annebbiato, frettoloso e confuso – prosegue Caneschi – un piano in cui la filosofia, a detta anche dei progettisti, è quella di non decidere ora, di rimandare in quanto non in grado di decidere, un piano che non dà nessuna prospettiva di sviluppo della città e nessun incentivo a chi vuol creare lavoro, un piano “di condominio”. Inoltre – conclude Caneschi- il periodo delle osservazioni coinciderà con le ferie estive. Come si pensa di favorire il coinvolgimento della città che è mancato fino ad ora?”
 
“Un Piano strutturale privo di visione e di strategia nel medio e lungo termine – dichiara il Capogruppo di Arezzo in Comune, Francesco Romizi – Un Piano strutturale che non ha coinvolto né i cittadini aretini né le associazioni professionali. Insomma l’ennesimo pasticcio targato Ghinelli, con il solo obiettivo di portare un po’ di consenso elettorale il prossimo anno”.
 
“Al di là dello strumento in sé – dichiara il Consigliere Matteo Bracciali – non è stata fatta nessuna scelta strategica e l’unica opera significativa, la chiusura a nord, è stata tolta perché non adeguatamente approfondita. Inoltre si è scelto di assurgere a filosofia del piano strutturale l’incertezza e l’indeterminatezza al costo di oltre 450.000 € tanto è il costo sostenuto dall’amministrazione che si tradurrà in un danno, basti pensare all’edificazione di nuove case a Saione”.
 
Come rileva l’esponente del Pd, Paolo Sisi: “Sono state fatte alcune giornate di coinvolgimento dei cittadini, sicuramente interessanti, ma insufficienti. La questione del non consumo di suolo limiterà in modo estremamente rigido le possibilità edificatorie di tutte le zone immediatamente periferiche della città. Sono sparite le Aree di Trasformazione non ancora realizzate presenti all’interno del territorio urbanizzato, alcune in realtà con caratteristiche di lotti di completamento e infine il previsto allungamento della pista dell’aeroporto comporterà dei vincoli importanti sulle aree limitrofe già urbanizzate e sulle quali sono stati fatti investimenti”.
 
Altre criticità che emergono dal documento le rileva il Consigliere Pd, Donato Caporali: “Si ripropone l’anello a nord, opera faraonica, che non risolve nulla, cancellata la variante esterna all’abitato di Case nuove di Ceciliano soffocata dal traffico, spunta la variante SR71  Piscinale -San Zeno, un tunnel sotto Quarata di cui era meglio fare a meno, si poteva e si doveva prediligere il tracciato lungo l’Arno con tanto di cassa di espansione e “Ponte Nuovo” in sostituzione di Ponte Buriano. Frazioni considerate fantasma, non definite come perimetro urbanizzato, ma territorio rurale, e nessuna previsione di infrastrutture che permettano di superare le strozzature causate dai passaggi a livello di Via Fiorentina, Pescaiola, zona Multisala e Giovi”.
Il Partito Democratico e Arezzo in Comune, a differenza della Giunta Ghinelli,  credono nell’ ascolto e nel confronto con i cittadini:  inizia il tour nel nostro territorio con l‘assemblea a Villa Severi di giovedì 4 luglio alle ore 21:15. Il tema sarà: “Bretella a nord, si o no?”.
 
Arezzo, 27 Giugno 2019
 
© Partito Democratico di Arezzo