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Bertoli: “Asl, assetti istituzionali, aziende pubbliche: aprire una trattativa con la Regione Toscana”

Il Pd inviterà l’assessore Marroni per un confronto pubblico ad Arezzo

Le dichiarazioni dell’assessore Marroni, a cominciare da quelle in Conferenza dei Sindaci, possono rappresentare la linea di partenza di un nuovo confronto con  la Regione Toscana. Penso che abbiamo due opzioni: la semplice e dura protesta contro la Regione Toscana oppure la difficile e argomentata trattativa con lo stesso Ente non solo per raggiungere risultati per i cittadini ma anche un nuovo sistema di relazioni istituzionali nella nostra regione.

La protesta non è un’opzione nuova: caratterizza Arezzo dall’avvio dell’esperienza regionale e cioè dagli anni settanta. Forse mi sbaglio ma non penso che abbia prodotto risultati particolarmente apprezzabili.

La trattativa è una strada che il Pd aretino giudica più interessante. Su quali argomenti? Il primo è quello dei servizi del sistema sanitario. L’assessore Marroni ha ripetutamente dichiarato che i cittadini aretini, da questo punto di vista, non avranno riflessi negativi. Partiamo da questo assunto e vediamo di capire qual è la situazione della sanità aretina oggi e quale sarà quella nel 2016, cioè al momento della concreta applicazione della riforma ipotizzata dalla Giunta Regionale.

Intendiamo invitare, appena sarà disponibile, l’assessore Marroni ad Arezzo per un confronto che vorremmo sia con gli operatori della sanità che coi i cittadini. Cioè con gli erogatori e con i fruitori dei servizi. Garantire la salute non è la stessa cosa che garantire la qualità di un bullone: la motivazione professionale, le aspirazioni, la voglia di fare di chi lavora in sanità sono fondamentali e vengono facilmente percepite da tutti. In questo senso il futuro della sanità aretina deve essere chiaramente delineato dalla Regione: non solo per garantire i cittadini ma anche per motivare i professionisti della sanità. I temi sono quelli noti: la qualità degli ospedali e la loro capacità d’integrazione, la decisa valorizzazione della sanità sul territorio, il funzionamento delle Case della salute, il rapporto con il privato e il terzo settore, …

Questi e altri temi vorremmo mettere al centro del confronto con Marroni oggi. E di un vero e proprio confronto istituzionale tra le nuove amministrazioni di Regione e Comune all’indomani delle elezioni.

Un confronto che, però, deve assumere anche un’altra valenza. I processi di riordino istituzionale e di organizzazione del sistema dei servizi pubblici stanno procedendo in modo tellurico. Cioè con “scosse” separate nel tempo e divise nella logica: Provincia. Camera di Commercio, Soprintendenza, Asl, … In questo modo chi è già forte si rafforza, chi è già debole s’indebolisce. Il Pd aretino ritiene che questi temi debbano essere portati a sistema. I mesi che abbiamo di fronte possono essere densi di rischi. Ma anche di opportunità. Vogliamo gestirli con la politica o subirli con la protesta? Se vogliamo gestirli allora si tratta di confrontarci con la Regione su una nuova logica. Beni i risparmi, ottime le razionalizzazioni ma in quale prospettiva di crescita complessiva della comunità toscana? Penso che l’obiettivo sia una crescita omogenea con criteri non puramente contabili. Quindi non la radicalizzazione di punti di forza e di debolezza ma una logica politica solidale che consenta a tutti di crescere. Quindi anche la collocazione dei centri decisionali è una partita importante. Bene, come ha sottolineato Marroni, che la Regione decida tra diversi mesi quella della Asl. Utilizziamoli per confrontarci e per sederci al tavolo: senza pregiudiziali da una parte, senza scelte già maturate dall’altra. Può essere l’occasione per costruire davvero un nuovo sistema di relazione istituzionali.