L’ambientalismo serio non fa rima con l’annuncialismo di Ghinelli

Dichiarazione di Donato Caporali (Pd), Michele Menchetti (Movimento 5 Stelle), Francesco Romizi (Arezzo 2020)

“L’atto finale del Consiglio Comunale è stato quantomeno paradossale. Da una parte registriamo l’approvazione all’unanimità del Green City Accord, una dichiarazione d’intenti da sostenere, a detta dello stesso assessore Sacchetti, con azioni concrete. Dall’altra, le azioni concrete che avevamo delineato in un atto di indirizzo collegato alla delibera, a firma Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle, sono state rigettate.

Il nostro atto di indirizzo, infatti, è andato incontro a un voto negativo, esito che a questo punto fatichiamo a capire. Anche perché le stesse proposte che conteneva erano state valutate positivamente nel corso del dibattito. E dunque, si è trattato di una mera prova di forza della maggioranza e di una presa di posizione di parte. A dispetto del presunto ideologismo in materia ambientale che ci viene addebitato. Accusa che rispediamo al mittente.

È stato inoltre detto che l’ambiente appartiene a tutti, che su tale tematica non dovrebbero esserci divisioni: noi un contributo volevamo darlo, con una proposta seria e circostanziata che avrebbe arricchito fin da subito una cornice enunciativa. Perché tale è il Green City Accord. A questo punto buono solo per permettere a Ghinelli di dichiarare di esser il primo sindaco in Toscana ad averlo sottoscritto.

Siamo curiosi di vedere quali grandi idee produrrà l’ambientalismo di centrodestra. Se la loro progettualità sarà quella dimostrata con gli ultimi bandi a cui ha partecipato l’amministrazione comunale e in cui la stessa si è piazzata ultima, citiamo quello sull’abbattimento delle emissioni climalteranti in ambito urbano, rimane poco per stare tranquilli”.